Rebus Demiral: Atalanta incerta sul riscatto e la Juve non lo rivuole

A gennaio il suo riscatto sembrava certo, l'Atalanta avrebbe avuto una duplice opzione: pagare i 20 milioni e poi rivendere il difensore nella opulenta Premier League, dove già c'era il Manchester United col borsello aperto, oppure trattenerlo per un altro anno facendone salire ulteriormente la quotazione. Poi, però, il quadro è completamente cambiato. La mancata qualificazione in Europa ha leggermente cambiato il budget dei bergamaschi, che ora qualche rinuncia la dovranno fare, nonostante la nuova proprietà milionaria. In difesa Demiral è passato da essere colonna portante e semi-esubero in pochissimo. I rinnovi di Palomino, sempre più leader, e Toloi, il capitano, sommati all'esplosione del 2003 Scalvini e al rientro alla base di Lovato da sei mesi ottimi a Cagliari, intasano il reparto. Inoltre, la Dea non giocherà più il giovedì come la passata stagione. Il turco ha chiuso in calando e ora non è più negli intoccabili di Gasperini, svalutandosi anche un po' rispetto ai 40 milioni che valeva a gennaio, diminuendo dunque un eventuale plusvalenza sulla sua rivendita. Tutto ribaltato rispetto a qualche mese fa, in cui era il guerriero a cui il Gasp non rinunciava mai. La sensazione che traspare è che i 20 milioni (più due di prestito già pagati) siano troppi. Per questo si materializza l'ipotesi, fino a qualche tempo fa improbabile, del suo ritorno alla Juventus. Comunque dalla Continassa ritengono che alla fine il riscatto del prestito ci sarà, e che è solo un momento di transizione della società neroblu a rallentarlo. Se invece dovesse davvero tornare, il turco sarà messo sul mercato, perché non rientra nei piani di Allegri. Resta tutto nelle mani della Dea che, una volta riorganizzato il nuovo organigramma societario, potrà dedicarsi a pieno regime a un mercato che si preannuncia infuocato. 

Rebus Demiral: Atalanta incerta sul riscatto e la Juve non lo rivuole

A gennaio il suo riscatto sembrava certo, l'Atalanta avrebbe avuto una duplice opzione: pagare i 20 milioni e poi rivendere il difensore nella opulenta Premier League, dove già c'era il Manchester United col borsello aperto, oppure trattenerlo per un altro anno facendone salire ulteriormente la quotazione. Poi, però, il quadro è completamente cambiato. La mancata qualificazione in Europa ha leggermente cambiato il budget dei bergamaschi, che ora qualche rinuncia la dovranno fare, nonostante la nuova proprietà milionaria. In difesa Demiral è passato da essere colonna portante e semi-esubero in pochissimo. I rinnovi di Palomino, sempre più leader, e Toloi, il capitano, sommati all'esplosione del 2003 Scalvini e al rientro alla base di Lovato da sei mesi ottimi a Cagliari, intasano il reparto. Inoltre, la Dea non giocherà più il giovedì come la passata stagione. Il turco ha chiuso in calando e ora non è più negli intoccabili di Gasperini, svalutandosi anche un po' rispetto ai 40 milioni che valeva a gennaio, diminuendo dunque un eventuale plusvalenza sulla sua rivendita. Tutto ribaltato rispetto a qualche mese fa, in cui era il guerriero a cui il Gasp non rinunciava mai. La sensazione che traspare è che i 20 milioni (più due di prestito già pagati) siano troppi. Per questo si materializza l'ipotesi, fino a qualche tempo fa improbabile, del suo ritorno alla Juventus. Comunque dalla Continassa ritengono che alla fine il riscatto del prestito ci sarà, e che è solo un momento di transizione della società neroblu a rallentarlo. Se invece dovesse davvero tornare, il turco sarà messo sul mercato, perché non rientra nei piani di Allegri. Resta tutto nelle mani della Dea che, una volta riorganizzato il nuovo organigramma societario, potrà dedicarsi a pieno regime a un mercato che si preannuncia infuocato.