Juventus, da Morata a Vlahović passando per Higuaín: l’identità bianconera è legata al 9

Dopo un ciclo decennale di trionfi e soddisfazioni, specialmente in Italia, la Juventus sta cercando di costruire un nuovo gruppo vincente capace di replicare e infrangere i record precedenti. Il nuovo progetto è legato anche a presenze del passato: Massimiliano Allegri alla guida e Leonardo Bonucci nelle retrovie. In questa decina d’anni, nonostante l’iconica BBBC […] L'articolo Juventus, da Morata a Vlahović passando per Higuaín: l’identità bianconera è legata al 9 proviene da Footballnews24.it.

Juventus, da Morata a Vlahović passando per Higuaín: l’identità bianconera è legata al 9

Higuain con la 9 della Juventus

Dopo un ciclo decennale di trionfi e soddisfazioni, specialmente in Italia, la Juventus sta cercando di costruire un nuovo gruppo vincente capace di replicare e infrangere i record precedenti. Il nuovo progetto è legato anche a presenze del passato: Massimiliano Allegri alla guida e Leonardo Bonucci nelle retrovie. In questa decina d’anni, nonostante l’iconica BBBC difensiva e il trio a centrocampo composto da Andrea Pirlo, Paul Pogba e Arturo Vidal, è stato proprio il ruolo dell’attaccante a risultare decisivo nell’identità assunta dalla squadra.

I 9 bianconeri, tra presente e passato, sono molti e diversi, sia per caratteristiche tattiche che fisiche. Dalla scommessa Morata al colpo Dušan Vlahović, passando per lo scippo di Gonzalo Higuaín, le punte juventine hanno sempre provveduto a segnare e fare assist, contribuendo in modo decisivo alle vittorie della squadra.

Alvaro Morata (Juventus) @image Sport
Alvaro Morata (Juventus) @image Sport

Il ‘nueve’ di Madrid: doppia storia, unico amore

Nel 2014, la Juventus decide di investire 20 milioni di euro per il prestito con diritto di ‘recompradi Álvaro Morata, all’epoca in forza al Real Madrid. Il nuovo numero 9 bianconero sbarca a Torino appena ventunenne, ma le aspettative per lui sono già alte: d’altronde, da un giovane che nei blancos ha giocato 23 partite siglando 8 goal non ci si può che aspettare tanto. Lo spagnolo si adatta ben presto a Madama e, tra Serie A e Champions League, mette a referto 13 goal e 7 assist in 41 partite, conquistando campionato e Coppa Italia. L’unico rimpianto resta la Champions League, persa in finale contro il Barcellona dei temibili MessiSuárezNeymar in una partita in cui proprio l’ex Real aveva segnato la rete del momentaneo 1-1.

Nella stagione successiva, iniziata con la vittoria della Supercoppa, Morata scende in campo 47 volte, registrando 12 goal e 11 assist. Dopo la vittoria, per la seconda volta di fila, di campionato e coppa nazionale, l’amore dei tifosi per il nueve è ai massimi livelli. Il classe 1992 si sente a casa alla Juventus, club dov’è esploso definitivamente. Nonostante ciò, la doccia fredda per il popolo bianconero arriva da Madrid: i galacticos, convinti dalle prestazioni dell’attaccante e dal mercato che il giocatore si è creato, scelgono di esercitare il diritto di recompra, sborsando i corrispettivi 30 milioni di euro. L’anno successivo Morata e la Juventus si incontrano proprio in finale di Champions. Gli spagnoli vincono per 4-1, ma la punta è felice solo a metà: il dispiacere per il ‘suo’ vecchio tifo è evidente.

Dopo i trasferimenti deludenti al Chelsea prima e all’Atlético Madrid poi, le due parti si abbracciano per la seconda volta nel 2020: la dirigenza bianconera sborsa altri 20 milioni per il suo arrivo da Madrid, questa volta, però, dalla sponda rojiblanca. La formula è quella del prestito con diritto di riscatto, fissato ad ulteriori 35 milioni. Ad oggi, secondo il Corriere dello Sport, il termine per il riscatto del giocatore è scaduto e resta da capire se la squadra di Diego Simeone accetterà o meno l’offerta al ribasso dei bianconeri. In caso di esito negativo, il matrimonio tra Morata e la Juventus potrebbe concludersi definitivamente dopo 159 partite, 59 goal e 39 assist.

Higuain con la 9 della Juventus
Higuain con la 9 della Juventus

Il 9 da 90: l’arrivo clamoroso di Higuaín

Nel 2016 la Juventus deve fare i conti con un altro addio importante oltre a quello di Morata: il Manchester United, infatti, decide di riportare Pogba in Inghilterra, spendendo la cifra record di 105 milioni di euro. Nonostante il pesante vuoto lasciato a centrocampo – mancanza che i bianconeri pagheranno nel corso degli anni – la dirigenza juventina si ritrova nelle mani un tesoretto da investire. Per un colpo clamoroso in uscita, occorre un colpo altrettanto clamoroso in entrata. La scelta della società ricade sull’attaccante più chiacchierato del momento: Gonzalo Higuaín. In forza agli acerrimi rivali del Napoli, l’argentino sembra ai più un colpo impossibile. Tra lo stupore generale, la Juventus procede invece con il pagamento della clausola rescissoria da 90 milioni di euro del Pipita e regala così ai propri tifosi un nuovo 9 ‘da novanta’.

A segno già all’esordio con i bianconeri in Serie A contro la Fiorentina, Higuaín conclude le prime due stagioni con all’attivo 55 goal e 8 assist in 105 presenze complessive. Gli ottimi rendimenti dell’ex Real Madrid non bastano però a reggere l’urto causato dall’arrivo di Cristiano Ronaldo e, tra scelte tattiche ed economiche, l’attaccante argentino viene mandato prima in prestito al Milan e poi al Chelsea – arricchendo il proprio percorso con tappe simili a quelle di Morata. Nella stagione 2019-2020, Higuaín fa rientro alla base, giocando 44 partite con la Juventus e mettendo a referto 11 goal e 8 assist.

Al termine dell’annata, il classe 1987 accetta la corte dell’Inter Miami, dove si trasferisce come parametro zero. Si conclude così la travagliata avventura del Pipita a Torino dove, nonostante l’elevato numero di reti siglate (66) e un rendimento complessivamente positivo, l’obiettivo Champions non è stato raggiunto.

Vlahovic (Juventus)
Vlahovic (Juventus)

Il futuro parla serbo: l’arrivo di Vlahović come post-Ronaldo

A tre giorni dalla fine del calciomercato estivo del 2021, la Juventus viene presa di sprovvista dalla cessione forzata di Ronaldo. Il fenomeno portoghese spinge per il ritorno al Manchester United e la società bianconera non ha il tempo materiale per cercare una nuova punta capace di garantire, almeno in parte, il numero di goal portati da CR7. La scelta ricade dunque sui due ex Alvaro Morata e Moise Kean, con lo spagnolo che riprende sulle spalle la ‘9’ che aveva lasciato qualche anno prima. I due non riescono però a segnare con continuità e la stagione dei bianconeri prende una svolta negativa, lanciando un segnale di allarme alla dirigenza. Incassati i soldi delle cessioni di Rodrigo Bentancur e Dejan Kulusevski – approdati entrambi al Tottenham degli ex Antonio Conte e Fabio Paratici – la Vecchia Signora può affondare il colpo per uno dei pezzi più pregiati sul mercato: Dušan Vlahović.

L’attaccante serbo, che stava facendo faville con la Fiorentina, attira l’interesse di mezza Europa, anche in virtù della giovane età. Il classe 2000 è alto, forte fisicamente, possiede una discreta tecnica e, cosa più importante, segna a raffica. La dirigenza juventina non vuole aspettare l’estate – rischiando magari di perderlo – e investe 81.6 milioni di euro per prelevarlo subito dai viola. Vlahović, juventino sin da bambino, segna subito – sia all’esordio in campionato con la sua nuova squadra che in Champions – e conclude la stagione con 29 goal e 6 assist in 45 partite.

L’arrivo del nazionale serbo ha significato un cambiamento netto nel progetto della Juventus, disposta a sacrificare una pedina come Paulo Dybala per mettere al centro proprio Vlahović, insieme ai vari Federico Chiesa e Matthijs de Ligt – sul quale si registra attualmente l’interesse del Chelsea. Sebbene l’ex Fiorentina abbia optato per la maglia numero 7 nel primo spezzone di carriera con la casacca bianconera, è ormai certo che, dalla prossima annata, l’attaccante prenderà quella ‘9’ tanto importante quanto desiderata. Nel complesso, il classe 2000 è l’ennesima dimostrazione di come, a seconda della punta di peso scelta, la squadra intera ruoti, cambi e si evolva. Se la Juventus del passato era legata ai vari Morata e Higuaín, l’identità bianconera presente e futura si consoliderà indissolubilmente intorno al suo nuovo, giovane gioiello.

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